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L'informazione on line secondo Massimo Mantellini
Massimo Mantellini(il suo Blog è www.mantellini.it) è editorialista di Punto Informatico, certamente tra gli osservatori più attenti ed autorevoli di quello che si muove nella Rete e dei fenomeni sociali e culturali della Galassia Internet. Gli abbiamo posto qualche domanda per capire cosa si sta muovendo nel mondo dell'informazione on line in Italia.
Domanda: Lo stato dell'informazione on line in Italia. Cosa vale o comunque è passabile e dove si sta andando?
Risposta: A me pare esista una separazione molto netta fra i grandi siti editoriali e tutta la nuova ondata di siti informativi nati da esperienze più centrate sul web. E' una differenza sia di contenuti che di capacità di utilizzo del mezzo.
Continuo per esempio a vedere dentro i grandi siti informativi italiani pochissimi link a fonti esterne e pochissimi spazi di confronto diretto con i lettori. E questo mi pare la dica lunga su un atteggiamento molto guardingo verso la Rete dei soggetti storici dell'informazione in Italia.
Poi ci sono le offerte nate invece dal nulla sul web, spesso da iniziative amatoriali, che in questi anni si sono lentamente guadagnate uno spazio importante tra i lettori e in qualche caso anche una riconosciuta autorevolezza.
E se si escludono pochi siti web di editori tradizionali, penso a Repubblica.it, Corriere e pochi altri che raccolgono moltissimo traffico, la gran parte dell'informazione on line è oggi di fatto "spalmata" su piccole realtà Web che hanno migliaia di contatti ogni giorno e che interpretano in maniera libera lo spirito dell'informazione in Rete. Questo insieme alla vigorosa crescita dei Blog italiani mi pare una tendenza incoraggiante.
Domanda: Dal tuo osservatorio che differenze ravvisi, pratiche e concrete, tra web-giornalisti e giornalisti tradizionali.
Risposta: Non saprei. Mi pare evidente che spesso il web, i motori di ricerca, certi aggregatori di news come i feed RSS o esperimenti come googlenews possano creare pericolose scorciatoie per chi si occupa di informazione. Ma sono rischi uguali per tutti, visto che ormai tutti i giornalisti, che scrivano per Internet o meno, usano il web per cercare notizie o conferme.
Sento sempre dire che il controllo accurato delle fonti sia patrimonio del giornalismo tradizionale. Spero che continui ad essere vero. Quanto alle caratteristiche individuali di chi scrive io davvero non ci ho fatto mai caso: per me esistono solo articoli interessanti ed articoli noiosi.
Domanda: Spesso i tuoi articoli vogliono demistificare i facili e superficiali entusiasmi per questa o quella nuova tecnologia, sparsi in quantità industriali nei mezzi di informazione dove tutti sono "incantati dalla Rete" nel senso deteriore del termine. Come si fa ad avere questo atteggiamento critico?
Risposta: Mi pare che "l'incantamento dalla Rete" o anche il suo contrario "la demonizzazione delle Rete" siano fenomeni che in Italia sono andati molto attenuandosi mano a mano che i giornalisti hanno cominciato ad utilizzare e comprendere le nuove tecnologie.
Nei primi tempi della Rete Internet si leggevano sui giornali al riguardo cose davvero incredibili. Oggi andiamo assai meglio perchè da una parte il pubblico dei lettori è cresciuto in competenza e dall'altra i giornalisti che parlano di tecnologia si sono specializzati in tale direzione.
Credo che oggi il problema dell'innovazione tecnologica sia un problema non detto. Alludo al grande potere di indirizzo che le compagnie di TLC e le aziende tecnologiche hanno sulla informazione che parla di loro. E non è un problema da poco poichè non stiamo discutendo di banali orientamenti al consumo di un bene voluttuario, quanto di vere e proprie abitudini culturali e sociali.
Si tratta di una materia troppo importante per essere lasciata alle logiche del business. Eppure i nostri politici stentano ancora a comprenderlo. Oppure fanno orecchie da mercante. Ecco su questo punto i giornalisti potrebbero fare molto.
C'è uno spazio di approfondimento sociale nel campo delle nuove tecnologie che è ancora pochissimo battuto. in questo senso è importante il contributo che sta dando l'informazione indipendente in Rete ed è una delle ragioni per cui è molto seguita. Può concedersi il lusso di essere "diversa" perchè è in gran parte autonoma dalle pressioni degli inserzionisti. E può concedersi il lusso di essere parziale e manifestamente schierata .
Domanda: dove suggerisci di iniziare, da quali temi ed argomenti, per un giornalista che vuole specializzarsi nell'informazione sul web, l'high-tech, etc.?
Risp osta: Io inizierei a leggere tutto ciò che la Rete offre. Senza preclusioni. Non ci vuole troppo tempo per accorgersi che intuizioni, contributi ed intelligenze varie spuntano da ogni angolo e spesso hanno solo bisogno di essere raccontate e seguite.
Da questo pnto di vista, almeno nella mia esperienza i Blog sono un filtro molto interessante e vengono a ridurre il rumore di fondo di un web che oggi è sempre meno testuale. E la comunicazione mediata dai Blog, nella quale la parola è regina incontrastata è a ben vedere la forma più elementare di giornalismo.
Io mi occupo di tecnologia e comunicazione in Rete da molti anni: da qualche tempo vado ripetendo che se oggi dovessi elencare le prime 5 fonti informative che leggo ogni mattina queste non sono nè grandi agenzie di notizie nè siti web di giornali importanti e nemmno webzine più o meno famose. Sono le semplici pagine di persone che ho nel tempo imparato a conoscere e le cui idee sulla tecnologia sono perme stimolanti.
Sono il mio filtro elementare per mettere a fuoco il mondo atorno. Ed è un filtro tarato sulle mie esigenze e sensibilità. Quale giornale potrà mai darmi questo?
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