Il sistema della comunicazione diventa sempre più globale e integrato con la convergenza di Web, Tv, stampa e telecomunicazioni.
Questo è il terreno di scontro e di confronto tra il Covernment(un neologismo che significa l'aggregato di Governo e grandi corporations multinazionali dell'informazione e dell'intrattenimento) e i nuovi movimenti del Net Attivismo.
Questo scontro è il tema di "PopWar. In NetAttivismo contro l'Ordine Costituito", il nuovo saggio di Stefano Gulmanelli, edito da Apogeo, scritto in collaborazione con Arianna Dagnino. Il saggio è utilissima rassegna, scritta in modo chiaro e ricca di riferimenti bibliografici e di links, di quello che si muove nel vasto e vaigato mondo, a livello internazionale, del netattivismo.
La figura ideale del NetAttivista con cui si apre il saggio è quella di John Parulis, che accampandosi fuori da uno Starbuck dotato di connessione Wi-Fi(una popolare catena di caffetterie USA), con un laptop dotato di antenna, una videocamera digitale, due webcam, collegandosi al suo sito-Blog trasmette, in diretta, le grandi manifestazioni anti-guerra in Iraq della primavera 2003 a S. Francisco, per paura che i grandi network non le coprissero abbastanza.
John Parulis è un po' una "street television"(le televisioni di strada indipendenti), un po' "wardriver"(chi "scrocca" il collgamento Wi-Fi), e da qui comincia il viaggio di Gulmanelli e Dagnino nel NetAttivismo contemporaneo. Dalle "Smart Mob", "le masse intelligenti" che si autoconvocano grazie a cellulari, sms, e-mail, squillini materializzandosi per contestare o anche per affermare il diritto di riunirsi senza "essere convocati dall'alto" fino ai " Warchalking" che segnano con un gessetto i posti dove ci si può intrufolare in Wireless Lan e connettersi.
Poi le "Telestreet" e i Weblog come mezzi di una controinformazione contro i circuiti ufficiali fino a parlare dei WiKi, i testi scritti "open source" cioè con la stessa modalità del software libero, aperti alla collaborazione e alla continua revisione, gratuita, da parte di tutti. Per gli Autori "l'Ordine Costituito" a volte cerca di appropriarsi di queste forme di netattivismo come con i Blog inseriti nei giornali on line o nelle convocazioni "Smart Mob" fatte dagli stessi grandi magazzini.
Una guerra, a volte una guerriglia, quella che si manifesta e che ha momenti cruciali nello scontro, in atto negli Usa, fra i seguagi del P2P, perseguitati per pirateria dalle grandi major discografiche e cinematografiche ma anche quella tra chi contesta la rete di telecamere per sorveglianza in cui sono sempre più avvolte le nostre città, piccole e grandi, i luoghi di lavoro, di consumo, di divertimento.
Sono tre i principali "campi di battaglia" individuati nel saggio: la riproducibilità dell'informazione, il diritto alla comunicazione, il diritto alla privacy, su cui si misurano i NetAttivisti, sempre più agguerriti culturalmente e tecnologicamente ma, comunque, sempre minoritari e le grandi Corporations che godono della protezione e dell'aiuto dei Governi.
Uno scontro che non ha ancora vincitori e vinti definitivi, in cui le parti si influenzano e cambiano interagendo, una "PoWar" che sarà necessario, ancora, raccontare e testimoniare.