Il Nuovo.it tace: drammatica chiusura
"Servizio sospeso".
Ecco cosa si legge sulla home page del sito www.ilnuovo.it. Viene così messo a tacere il primo quotidiano interamente ed unicamente on line, orgoglio e speranza di una comunicazione sempre più digitalizzata.
Fastweb, il provider che ne assicurava la messa in rete, ha staccato il collegamento. E così proprio mentre il mondo intero veniva messo a conoscenza della cattura di Saddam Hussein, la testata on line, in linea dal 24 ottobre 2000, taceva. Una decisione presa, tra l’altro, senza avvertire i giornalisti. "Non si può andare avanti così", dice il presidente della Fnsi, Franco Siddi. La chiusura inopinata della testata, come la definisce lo stesso Siddi, è solo l’ultimo segno della bufera che sta colpendo l’informazione.
Chiudono le redazioni; solo quindici giorni fa il quotidiano La Stampa ha chiuso le redazioni locali di Roma e Milano. Si licenziano i direttori, come nel caso dell’ex direttore di Telepiu’, poi assunto da Sky News. E poi ancora scioperi per difendere la categoria dei giornalisti; l’ultimo, quello di sabato che ha visto protagonisti i redattori di Mantova.
Sciopero al quale non ha aderito la Gazzetta di Mantova che domenica era in edicola, in edizione ridotta. "Nonostante lo sciopero proclamato dalla redazione de La Gazzetta di Mantova, - afferma la Fnsi - domenica il giornale era in edicola in edizione ridotta e incompleta per decisione dell'editore che ha utilizzato il materiale giornalistico prodotto dalle altre testate del gruppo, Il Tirreno, la Nuova Venezia, la Tribuna e la Nuova Sardegna, senza darne alcuna preventiva informativa ai giornalisti interessati".
"Occorre un recupero dell' identità professionale - ha concluso Siddi - attraverso le associazioni e la Fnsi. Occorre avere fiducia nel contratto, ma anche vigilare dalla base perché questi atteggiamenti vengano bloccati all’origine".
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