Mobbing: l’Italia la migliore in Europa
Su 100 lavoratori italiani, solo 4 hanno denunciato molestie sul posto di lavoro. E’ il dato che scaturisce da uno studio fatto dall’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul posto di lavoro (Ispesl), che indica nel 4 per cento la percentuale media di lavoratori italiani costretti a fare i conti, giornalmente, con colleghi e datori di lavoro privi di deontologia professionale.
Insieme all’Italia sorride anche il Portogallo, con la stessa percentuale, mentre sono al fondo di questa graduatoria la Finalndia (15 per cento), seguita dai Paesi Bassi (14), Svezia (12) e Belgio (11). Questi numeri, però, possono essere interpretati in modo opposto, se si considera il fatto che proprio gli stati con le percentuali più alte di casi di molestie sul luogo di lavoro hanno le legislazioni più mirate in materia. In altre parole, laddove c’è una legge che specifica e chiarisce caso per caso le situazioni di mobbing e, quindi, prevede al contempo una sanzione, le denunce ci sono e i lavoratori si sentono più sicuri nel far uscire allo scoperto i fatti.
Nell’Europa mediterranea, invece, dove lo studio dell’Ispesl ha trovato le più basse segnalazioni di casi di molestie, sono scarse le normative che parlano del fenomeno mobbing e, in Italia e Portogallo, manca addirittura qualsiasi strumento legislativo. Vale l’equazione, alla prima paradossale, meno mobbing uguale più sommerso. Può essere il caso della Tuscia, in cui una buona fetta del mondo del lavoro è sommersa e, le denunce per casi di abusi sul posto di lavoro, difficilmente vengono a galla. In una terra dove una persona su cinque non lavora e, chi lo fa, in moltissimi casi opera in situazioni di precariato e senza contributi, è chiaro che non ci si espone.
Chi fa l’impiegato nella pubblica amministrazione è di gran lunga il più colpito dalla piaga del mobbing (si arriva fino al 79%), seguito da chi lavora nei corpi militari, mentre sono meno a rischio i settori dell’intermediazione finanziaria e le costruzioni. Per porre un rimedio ai disagi che il mobbing crea a livello psicologico e fisico ai malcapitati lavoratori, l’Ispesl ha creato un punto di ascolto a Roma, nel laboratorio di psicologia e sociologia, che cerca di trovare soluzioni ed aiutare i disagiati a ritrovare serenità. Quello che è auspicabile è la formulazione di una legge ad hoc, che renda il mobbing un reato come tanti altri, mentre, sul posto di lavoro, che i molestati abbiano la forza di denunciare e fare nomi.
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