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Io, in viaggio con Obama, vi racconto l'America da blogger e giornalista online
A colloquio con Francesco Paravati

di Fausto Rossi

Chi ha detto che per fare i grandi giornalisti occorre avere un editore alle spalle? Hanno chiesto un prestito, si sono accordati con una Web Tv, e sono partiti: è l’esperienza di Francesco Paravati, blogger italiano, che con un altro operatore Web, sta seguendo con un proprio sito il candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti, da "inviato davvero speciale". (Copyright © Esclusiva Infocity: vietato copiare e incollare questo articolo)

Come nasce la sua avventura di blogger in viaggio con il candidato democratico alle presidenziali Usa Barak Obama?

Prima di tutto nasce dalla delusione dell'ultima campaggna elettorale italiana. indipendentemente di chi ha vinto si e trattato di una campagna senza entusiasmi che ha stancato la gente facendola allontanare dalla politica, sarà anche perche i due schieramenti avevano entrambi paura di perdere le elzioni. Contemporaneamente in America stava prendendo piede la possibilita che un candidato giovane, afroiamericano che parlava di cambiamento potesse correre alla Casa Bianca.

Chi sostiene l'iniziativa?

Inanztiutto il prestito che io e il mio collega Fabio Badolato, cameraman e producer che mi accompagna in questo viaggio, abbiamo chiesto in banca. Per fortuna abbiamo trovato un aiuto entusiasta nella blog tv theblogtv di Bruno Pellegrini, e un aiuto anche in infrastruttura tecnologica da parte di virgilio.it che ospita il blog sul portale e ci ha offerto un minimo rimborso spese. Poi ci sono le collaborazioni giornalistiche che faccio da qui, ma e poca cosa perche le spese dovendo viaggiare sempre in last minute sono tantissime.

Qual'è la sua storia di blogger?

E' la storia di tanti altri blogger che hanno sempre creduto in un giornalismo popolare, fatto dal basso, nel voler dare voce a chi non ne ha ma che presso i media tradizionali ha trovato sempre poco spazio. Cosi succede in questo blog in italia si parla del maiale con o senza rossetto, noi raccontiamo la storia del maggiore che ha salvato la bandiera americvana dal disastro delle torri gemelle.

McCain ha fatto del blogging un punto di forza della sua campagna, qual è la strategia "blog" di Obama?

Sinceramente l'ufficio stampa di Obama in questo ha un po' deluso, diventano un ostacolo alla comunicazione. E' impossibile parlare con qalcuno che ti risponda qualcosa in piu di "mandaci un e mail" durante gli eventi non riesci a capire chi puo aiutarti e chi no. Ce una spiccata preferenza per i media ufficiali che non per i blogger e gli indipendenti che venono poco considerati. In compenso hanno un'ottima rete di blog ufficiali che servono anche a raccogliere fondi.

Lei è nella patria di Internet dove è nata la Rete e dove è stato inventato il giornalismo online, qual è il ruolo dei blog in America? Hanno una reale influenza politica?

Sicuramente si lo abbiamo vist in questa campagna agguerrita i blog soli possono riportare fedelmente anche i momenti di tensione di una caampagna dura come questa. Certo la grande styampa americana ancora non è morta e io ho incontrato tantissimi giovani entusiasti con la telecamera che raccontano l loro america. Questi giovani blogger diventeranno grandi giornalisti e i loro blog tra vent'anni saranno piu influenti dei giornali credo.

Se la sentirebbe di consigliare un'impresa simile anche a un giovane giornalista o blogger italiano?

Un impresa come la nostra? se è abbastanza incosciente e allergico alla poltrona e alla scrivania assolutamente si. E' una scuola di vita incredibile per la gente che incontri i luoghi che vedi le cose che ascolti. Un giorno così vale un mese di vita quotidiana in Italia.

Chi vincerà la corsa alla Casa Bianca?

Obama .... spero se non vuol dire che avremo puntato sul candidato sbagliato, che non sarebbe la prima volta.



(inserito su Web il 16/09/2008 )
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